Presentazione del libro “Preghiamo con Suor Maria Alfonsa”

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Sr. M. Elsa Ciraolo (Vice assistente)
frà Tonino B. Bono ofm (Assistente)
Presentazione del libro “Preghiamo con Suor Maria Alfonsa” a cura di frà Tonino B. Bono ofm e di Sr. M. Elsa Ciraolo

Sono lieto di presentare alla comune meditazione dei lettori l’edizione del libretto “Preghiamo con Suor Maria Alfonsa”, in occasione del XXVI Anniversario del «pio transito» della SdD suor Maria Alfonsa di Gesù Bambino, appartenente alla benemerita Congregazione delle Suore Ancelle Riparatrici del SS. Cuore di Gesù, fondate dal Venerabile Mons. Antonino Celona, già Canonico Decano dell’Arcidiocesi di Messina, Lipari e S. Lucia del Mela.

Il libretto è stato curato amorevolmente da Patrizia David, la quale desidera trasmettere e far apprezzare quella carità oblativa e riparatrice che ha distinto la breve ma gioiosa esistenza terrena della nostra indimenticabile suor Maria Alfonsa. Offrendo ai lettori questo contributo, la nostra autrice, intende scandagliare principalmente con il cuore di sorella, il cuore di una consacrata votata al servizio di Dio, della Chiesa e dei fratelli, per raggiungere parte della sua intimità, per leggervi i passaggi graduali che la grazia di Dio ha operato mirabilmente in lei, e per presentare un autentico modello orante di vita cristiana; per offrire secondariamente ai membri dell’Associazione “Amici di Suor Maria Alfonsa”, ai devoti della SdD e a tutti gli altri fedeli interessati, un prezioso e agile strumento che serva a tutti come vade mecum per migliorare la propria intimità con il Signore Gesù, il Perfetto orante, con la Vergine Maria Riparatrice, e con i nostri santi, efficaci intercessori e luminosi esempi evangelici di una vita interiore profonda.

Suor Maria Alfonsa, il cui ricordo è rimasto vivo e raccoglie sempre più consensi e ammirazione, è stata colpita nella sua giovane età da una inesorabile malattia, ma ha saputo vivere la sua vocazione riparatrice abbracciata alla croce, quale fonte di amore per Dio e i fratelli. Fin dall’inizio della sua Via Crucis ha avvertito che tutto il suo patire aveva un senso profondo, carico di una nuova e gioiosa scoperta che la rendeva lentamente consapevole di «una vocazione nella vocazione», e, precisamente, veniva a comprendere in modo sempre più chiaro che la Provvidenza divina la eleggeva a vivere la «chiamata al dolore».

In questa nuova realtà che l’ha resa da una parte un «roveto di spine», formato da dolori lancinanti per la sua progressiva e inguaribile malattia, ma dall’altra capace, per grazia speciale, di offerta di amore riparatore, ha celebrato il dono della vita senza resistenze in permanente atteggiamento di offerta generosa e gioiosa, in tensione di amore crescente al compimento della volontà di Dio rimanendo fedele alla sua «nuova» vocazione fino al suo «pio transito». Il segreto della riuscita della sua vocazione al dolore è stata in primis la perseveranza nella preghiera, nella meditazione e nella contemplazione. La SdD, quindi, può insegnare, a coloro che sono schiacciati dal dolore e dalla sofferenza, o dalle semplici prove della vita, come passare dal rifiuto di Dio, visto distante e indifferente di fronte all’innocente che soffre, alla accettazione passiva – e spesso lamentosa – dei guai della vita, alla trasformazione del dolore come strumento di amore-comunione gioiosamente donato a Dio e ai fratelli.

Possa la potente mediazione della Vergine Maria Riparatrice e l’intercessione della SdD suor Maria Alfonsa di Gesù Bambino, accendere in molti il gusto della preghiera per realizzare la propria vocazione e missione in gioiosità e generosità.

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