Introduzione al libro “Gioia luminosa dalla Croce”

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Don Raimondo Frattallone, SDB
Introduzione al libro “Gioia luminosa dalla Croce” a cura di Don Raimondo Frattallone SDB

Può una persona trasformare il proprio dolore in gioia? A quali condizioni è possibile assorbire le sofferenze acute in un’autentica esperienza di gioia? Se siete una persona che raggiunge tale dominio sulle proprie tribolazioni, cosa diventa quel dolore che continua a stritolare il fisico o il morale di questo individuo privilegiato? Tale trasfigurazione del dolore nella gioia è riservata a pochi privilegiati, oppure è un orizzonte che si apre ad ogni creatura?

Chi ha conosciuto la Serva di Dio Suor Maria Alfonsa Bruno attesta che è possibile raggiungere quel livello di assimilazione al Cristo Crocifisso che non solo non toglie la gioia della comunione con Lui, ma la potenzia sempre più man mano che le sofferenze fisiche crescono. Per la Serva di Dio i dolori erano “gli amici” che ampliavano la sua condivisione intima al disegno salvifico universale con il quale Dio ama e conduce a salvezza tutta l’umanità; perciò ella non solo accettava tali “amici”, ma li richiedeva a Colui che, dopo averla amata dall’eternità, continuava a dimostrarle il Suo Amore preferenziale. E’ così che “gli amici”, mentre scomparivano immergendosi nel Cristo Crocifisso, immergevano ogni aspetto dell’esistenza di Suor Alfonsa nel fuoco eterno di amore che arde nella Croce e nel Tabernacolo. 

Paolo VI, di venerata memoria, dopo aver precisato che la gioia è un dinamismo irrefrenabile nel cuore di ogni uomo, afferma che il cristiano possiede la forza che opera la sintesi tra gioia e dolore nella misura in cui si immerge nella Pasqua del Signore.

“L’Exultet pasquale canta un mistero realizzato al di là delle speranze profetiche: nell’annuncio gioioso della risurrezione, la pena stessa dell’uomo si trova trasfigurata, mentre la pienezza della gioia sgorga dalla vittoria del Crocifisso, dal suo Cuore trafitto, dal suo Corpo glorificato, e rischiara le tenebre delle anime: <<Et nox illuminatio mea in deliciis meis>>. La gioia pasquale non è solamente quella di una trasfigurazione possibile: essa è quella della nuova Presenza del Cristo Risorto, che elargisce ai suoi lo Spirito Santo, affinché esso rimanga con loro” (Esortazione Apostolica <<Gaudete in Domino>>, 9 maggio 1975).

Auguro a me ed a quanti leggeranno questi brevi appunti sulla vita di Suor Maria Alfonsa, che alla scuola di una “maestra del dolore” vissuto con Cristo, possiamo comprendere la preziosità di un sorriso che fiorisce dalla pianta del dolore. 

Messina, 2012

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