AGGRAVAMENTO E MORTE
Molti degli atti da lei compiuti stanno a dimostrare la sua vocazione alla sofferenza e la sua fedeltà d’amore generoso verso Dio, diventando, così, mezzo di fecondità per il bene del prossimo, della Chiesa, del suo Istituto religioso, dei sacerdoti, della pace nel mondo.
Chiuderà la sua esemplare vita terrena, tra forti dolori e atroci sofferenze, il 23 agosto 1994, dopo trentatré anni di malattia, di cui ventuno trascorsi sulla sedia a rotelle. Si può dire di lei quello che la Scrittura afferma del giusto: «… anche morto, vive ancora».
Dopo le solenni e partecipate esequie, i suoi resti mortali vengono sepolti nella cappella della Congregazione delle Ancelle Riparatrici, presso il Gran Camposanto di Messina. Larga è la partecipazione popolare.

Dopo il suo “pio transito” molti sono i fenomeni registrati attorno alla figura di suor Maria Alfonsa: tra essi, i più significativi sono la rapidità di recezione sempre maggiore del suo esempio di vita e del suo messaggio, e l’esperienza di molti fedeli che sperimentano la forza della sua intercessione ricevendo particolari segni di grazie spirituali e materiali, accompagnati dalle numerosissime richieste per l’avvio del processo canonico.

 

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