Peloro 2000 – 2004

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Peloro 2000 – Aprile 2004

Suor Maria Alfonsa Bruno: “vittima d’amore”
a cura di Alfonso Saya

Suor Maria Alfonsa Bruno è la Figura emblematica, l’esempio vivo e palpitante della Suora “Ancella Riparatrice”. Inchiodata, per tanti anni, nella carrozzella, vittima d’Amore, ha voluto riparare, col suo dolore e sempre col sorriso sulle labbra che tradiva una gioia intima, celestiale, le offese, le colpe, le brutture degli uomini che insozzano la terra. La carrozzella fu il suo Altare da dove offriva il suo sacrificio in unione a quello di Cristo offerto, ogni giorno, dal Sacerdote. Ha completato, veramente, come dice S. Paolo, nelle sue carni, ciò che manca alla Passione di Cristo. Si identificava ad un ramo di rosa, ad una portatrice dell’Amore di cui la rosa è il simbolo per antonomasia. E l’Amore e la Croce del “suo Gesù” che lei porta, serenamente, col sorriso sulle labbra, l’accetta, l’abbraccia perché deve mettere in pratica, deve vivere il “carisma” della Congregazione di cui fa parte. La “Riparazione” Suor Alfonsa, la vedeva scritta sulla terra, col sangue, mentre nel Cielo, la vedeva scritta a caratteri d’oro. Ciò vuol dire che per guadagnare il Cielo, il Paradiso, bisogna passare attraverso la “strettoia della Croce”. Per Crucem ad Lucem. Il suo grido, espressione di tutto il suo amore, era: “Ripariamo perché l’Amore non è amato!”.

Tutta la sua vita è stata un’offerta di amore e voleva accendere il mondo col “fuoco del suo Amore”; era divorata dall’ansia missionaria, come S Teresina del Bambin Gesù, voleva che tutti conoscessero Gesù, l’Amore non amato. Voleva, lo dice Lei stessa, volare di qua e di là, in tutti gli angoli della terra, per predicare il Vangelo e far amare Gesù! Partì, difatti, missionaria negli Stati Uniti, ma il Signore, “le mie vie non sono le vostre vie”, l’ha destinata ad essere “Missionaria della Sofferenza”.

E’ stata colpita da una malattia ed è ritornata a Messina, dove ha sofferto, inchiodata alla Croce di una carrozzella ed è iniziata la “Via Crucis”, la lunga ed irta salita del Calvario. E’ stata una salita “gioiosa”, piena di slancio, perché, diceva Lei, “là in cima al Calvario, c’è Lui, c’è Gesù, c’è l’Amore che mi attende!”

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